politica & società

Lettera aperta di un autista Ama al Sindaco Raggi
13/07/2016


Gentile dottoressa Raggi, Le scrivo questa lettera aperta  utilizando una modalità anomala, un sistema cui non sono abituato, ma l'attuale situazione venutasi a creare qui all'Ama fa tremare ognuno di noi piccoli dipendenti che ogni mattina attraversiamo le nostre zone di competenza per il mestiere più umile, e mi permetta, schifoso, la raccolta dei rifiuti.

Ad ogni cambio di Sindaco noi tremiamo, perché quando si parla di immondizia il luogo comune è sempre lo stesso, non lavorano, non fanno il loro mestiere, sono sempre al bar e via dicendo. E noi abbiamo paura.

Vorrei che lei, il nuovo assessore, e tutti quelli che si devono occupare di rifiuti, prima di qualsiasi giudizio, prima di qualsiasi provvedimento, salisse su uno dei nostri mezzi, alla mattina presto, e ci accompagnasse nel giro di raccolta.

Vorrei che lei guidasse uno dei mezzi attraverso le strade di Roma, che provasse lo stesso nostro senso di impotenza quando non riusciamo a passare perché le auto sono parcheggiate ovunque al di fuori degli spazi consentiti: lo sa Sindaco quante volte dobbiamo scendere e magari spostare a mano un'auto per poter passare? lo sa come ci guarda la gente quando per passare dobbiamo spostare quell'auto sul marciapiede? Agli occhi di tutti siamo noi che impediamo il passaggio dei pedoni, rischiamo magari di danneggiare un'auto, siamo odiati, siamo disprezzati, la colpa ricade sempre e solo su di noi!

La mia zona di competenza è semicentro, dovrei esser fortunato per questo, ma se mi lamento per un'auto in doppia o tripla fila vengo apostrofato come un prepotente, insultato, mandatto affanculo... altro che fortuna, non c'entrano le periferie signor Sindaco!

E quando rusciamo a passare dobbiamo fare i conti con i cassonetti inacessibili  a causa delle auto parcheggiate davanti, e se non riusciamo a svuotarli sarà molto probabile che qualcuno se ne lamenti e ci arrivi un richiamo dell'azienda.

Lo sa signor Sindaco quanti cassonetti sono danneggiati, rotti, rovesciati perché per recuperare qualche metro di parcheggio vengono malamente spostati o addirittura rimossi dalle loro sedi a colpi di  paraurti delle auto? Certo, c'è il problema del noleggio, dei costi e tutto quello che lei ben conoscce intorno alla questione, ma io, da lavoratore ignorante vedo quello che accade per strada, e questo vorrei farle sapere.

E se riusciamo a raggiungere indenni i cassonetti dobbiamo fare i conti con il loro contenuto. Differenziata o no, se lei guardasse ciò che viene conferito in ogni cassonetto abbandonerebbe ogni speranza signor Sindaco: carta, plastica, metalli, umido, quasi tutto viene inserito in sacchetti di plastica, quasi tutto viene gettato indifferentemente in un cassonetto o nell'altro... cosa ci possiamo fare noi dell'Ama? Lo sa signor Sindaco quale diventa la nostra unica preoccupazione? Ogni volta speriamo che il contenuto del cassonetto non vada a danneggiare l'equipaggiamento del mezzo di raccolta, perché poi, come sempre, alla fine, se un mezzo si danneggia, diventa colpa nostra.

Venga con noi in un giro di raccolta signor Sindaco, vedrà come troverà cassonetti vuoti e a distanza di poche decine di metri cumuli di sacchetti accatasti vicino a un cassonetto stracolmo, perché siamo noi che non raccogliamo, non l'utente che cerca a qualche decina di metri il cassonetto più vuoto...

Sì, viviamo nella paura di richiami e provvedimenti a causa dei comportamenti degli altri, ma nel pensare comune siamo noi quelli che non lavorano, lavorano male e se ne fottono.

Non facciamo in tempo a chiamare i colleghi per la rimozione di rifiuti ingombranti buttati nei pressi dei cassonetti che ricompare una lavatrice, un frigo, una branda e non sa quante altre cose....

L'azienda dovrebbe dotarci di anfibi per poter circolare nei pressi dei cassonetti, vetri rotti, metalli taglienti e appuntiti, sostanze decomposte, batterie abbandonate... ma noi siamo i mondezzari, e la nostra salute non vale come quella degli altri signor Sindaco.

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