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Un anno dopo, in ricordo di cane Malù

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Un anno. E' passato esattamente un anno da quel maledetto istante in cui la tua vita è finita.

Era il 20 luglio 2019, proprio in questi momenti stavi esalando l'ultimo rantolo di vita, abbracciata da noi.

Non c'è stato giorno in cui non ci fosse un pensiero per te, non c'è stato luogo in cui il mio sguardo non ti abbia cercata mentre scavavo tra i ricordi per visualizzare il nostro esser stati lì in uno dei dodici anni di vita insieme.

La vita, come un libro, è composta di capitoli, ere che si susseguono, ognuna caratterizzata da leitmotiv forti.

Il nostro capitolo non è durato quanto avrei voluto e, sebbene non si possa dire che esista un tempo giusto per la durata di un amore, ho vissuto la tua morte come un'ingiustizia.

Mi ha lasciato incazzato, disperato, lacerato, vuoto.

Quanto ti avevano asportato il tumore, di fronte alla prognosi nefasta avrei 'firmato' per poter passare ancora tredici mesi insieme. Ma allo scadere di quei tredici mesi 'conquistati' mi son sentito comunque defraudato.

Ogni morte è sottrazione inaspettata, dolorosa cesura, ogni morte alla fine, per qualcuno, è pura ingiustizia.

Per quanto si possa essere preparato alla possibilità che accada, vuoi per malattia, vuoi per vecchiaia o vuoi per accettazione etico religiosa della fine, in realtà quando accade ti trovi sempre impreparato, spiazzato, tutto ciò che credevi di aver metabolizzato per essere pronto in un istante scompare.

E' la cesura di un rapporto d'amore ad essere ingiusta, sempre.

Qualche giorno fa, pensando a una domenica d'inverno felice passata a correre nel vento ai cancelli di Ostia, mi son chiesto, con tanta tristezza e rabbia, quanto tempo in più avrei potuto dedicarti, quanto sia stato egoista....
Ogni volta che perdi qualcosa di importante il dopo è caratterizzato dai rimorsi per le cose non fatte, non c'è nulla da fare e non potrebbe essere altrimenti. Ti senti uno schifo, ti senti una nullità.

Mi manca il tuo sguardo, mi manca il tuo odore, mi mancano i morsetti che ti davo alla cartilagine delle orecchie...

Abbiamo adottato un altro cagnetto sai, anche lui un trovatello. Prendersi cura di un animale è una delle cose più belle della vita, come tu ci hai insegnato aiuta ad imparare ad essere migliori.
Non smetterò mai di incazzarmi, di inorridire e di odiare gli esseri umani che attuano tanta crudeltà verso gli animali.... che quei bastardi siano maledetti.

Mi son chiesto spesso come ti avrei ricordato, che parole sarei stato in grado di trovare per comunicare la persistenza dell'amore per te, se sarei stato capace di non esser solo triste... non lo so, di certo non sono e non sarò soddisfatto di ciò che scrivo.

Le parole sono e rimarranno sempre insufficienti.

Come non erano state sufficienti le parole di allora.

Il tempo diluirà sempre più il dolore, i ricordi materiali si faranno sempre più vaghi, ma nulla potrà cambiare il calore del ricordo del nostro capitolo.

Semplicemente, dolorosamente, inesorabilmente mi manchi Malù.




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