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Transizione ecologica: Congo, danni collaterali...

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Durante un attacco a  un convoglio del World Food Programme in Congo, sono stati uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci, un carabiniere, e il loro autista Mustapha Milambo.
Il governo di Kinshasa ha accusato dell'attacco  le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), ribelli di etnia Hutu conosciuti per il genocidio in Ruanda del 1994.
Ma perché in Congo si trascina questa guerra sotterranea poco conosciuta e raccontata dai media?
Da decenni nella regione del Nord Kivu spadroneggiano gruppi armati che si contendono le ricchezze minerarie della zona.
Si chiama columbite-tantalite o columbo-tantalite, ma per abbreviarla si utilizza il termine 'coltan', è una miscela complessa, necessaria nella preparazione dei materiali superconduttori a bassa temperatura critica che vengono utilizzati nell'industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei
La nostra transizione digitale.
Da oltre un decennio esiste un doppio mercato, il primo ufficiale, ad opera delle multinazionali con l'appoggio del governo di Kinshasa, il secondo di frodo, controllato dalle organizzazioni paramilitari ad opera di migliaia di persone, minatori e contrabbandieri.
Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera, viene estratto da adulti ma anche bambini, spesso scavando a mani nude, causando frane e incidenti quotidiani.
Ogni giorno muoiono decine di bambini, senza che si conosca un numero preciso, senza che esista una statistica ufficiale, un censimento.
I bambini minatori hanno un'età sempre più bassa. Sono bimbi di 6 anni che dopo dieci anni di lavoro si trasformano in corpi anziani, 'carne radioattiva', destinati a morte precoce a causa delle malattie del sistema linfatico.
Bambini che se non scavano la terra divengono bambini soldato per guerre incontrollate e infinite, guerre sconosciute da oltre 15 milioni di morti.
Oltre al coltan il Congo è ricco di tanti altri minerali, rame, cobalto...
Il cobalto ad esempio è il componente principale delle batterie di nuova generazione a ioni di litio.
La moderna corsa dell’oro  è quella legata alla conquista dei minerali per alimentare le batterie e i componenti delle auto elettriche del futuro.
La nostra transizione green, quella che ci porterà ad avere città più pulite, aria più respirabile.
Not in my garden.
Batterie che muovono il mondo, dagli smartphone alle auto alle biciclette ai monopattini.
Ma per muovere i veicoli  saranno necessarie quantità enormi di minerali. Enormi pile -come quelle degli smartphone- moltiplicate per migliaia di volte in termini dimensionali.
L'industria automotive dei prossimi anni è quella delle auto cosiddette 'pulite'. Pulite per le nostre città. Molto meno per i paesi da cui provengono.
Le società minerarie, le multinazionali, le industrie dell'auto fanno a gara per aggiudicarsi nuove licenze di esplorazione e terreni da sfruttare.
Repubblica del Congo,  Niger, Costa d’Avorio, Tanzania, Malawi, Mozambico, Namibia sono i territori in cui la domanda di metalli per lo sviluppo delle 'tecnologie pulite' ha aperto la caccia di cobalto, grafite, litio, neodimio, niobio, praseodimio, terre rare.
E l'urgenza e la necessità di approvvigionarsi in anticipo sulla concorrenza  passa anche sopra le attività governative ed ufficiali...
Danni di cui ci accorgiamo solo quando a pagare con la vita sono cittadini italiani.
Comunque e solo danni collaterali.