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Solo il tecnico Monti sembra aver lucidità politica

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Il discorso con cui il telecomandatao Alfano ha sfiduciato il Governo Monti ha dimostrato ancora una volta, ai tanti che purtroppo ne hanno ancora bisogno, l'estrema lucidità politica del risorgente Cavaliere.
Con quella mossa Berlusconi ha compiuto il passaggio ncessario a formalizzare un percorso di campagna elettorale attraverso cui 'ripulire' la propria immagine da 20 anni di disastri governativi.
In quattro mesi di campagna elettorale l'immagine della 'new company' Forza Italia si sarebbe riaffermata come l'unica forza politica che ha contrastato la politica dei sacrifici del governo tecnico di Monti.

Sarebbe bastato leggere i servizi in onda da alcuni giorni su TG5 e reti Mediaset in generale, per vedere come si stia manipolando la storia recente presentando i governi Berlusconi solo ed esclusivamente nelle parti populisticamnete positive, dalle presunte riforme attuate alla resistenza offerta alle 'plutocrazie europee serve dei tedeschi'...

Nel disegno berlusconiano quattro mesi di ricatto al Governo Monti avrebbero offerto un'occasione unica per affermare la sua positività contro gli inutili sacrifici. Quattro mesi così, qualche promessa di fine campagna elettorale [leveremo l'IMU come già abbiamo fatto con l'ICI, nessuno scommettitore quoterebbe questa possibilità....] e l'obiettivo minimo sarebbe stato facilmente raggiunto. Una percentuale di consenso tale che, se non portasse a rivincere il Cavaliere, quanto meno gli permetterebbe di esser forza necessaria per un Monti bis o altra ipotesi tecnica, e in tal modo permetterebbe allo stesso Cavaliere la difesa dei propri interessi economici e processuali.

Ebbene di fronte a questo quadro così evidente nessuno ha avito lucidità, forza, coraggio e intuizione politica per capire che era necessario non far passare il gioco berlusconiano e andare ad elezioni subito. Bersani, Casini, Vendola, Di Pietro.... solo giochi interni, piccole beghe di corridoio, come sempre.

Ora il problema è quello che ha lucidamente individuato Paolo Mieli: c'è un grande spazio elettorale, nel centro destra, di tutti coloro che non vogliono un governo 'comandato' dalle sinistre (sic). In parte la demagogia berlusconiana riuscirà ad occuparlo, in parte rimarrà fino all'ultimo istante una quota elettorale in possibile uscita.

Sarà ancora una volta il Prof. Monti a intuire una soluzione?

Intanto, da un uomo di sinistra, grazie Professore per aver ancora una volta dimostrato che la dignità politica può esistere e può coesistere con l'intelligenza politica!