Cose della vita | Rendiconto di una partita iva, come esser felici con poco | Politica e cucina
Icon - Ashburn

Rendiconto di una partita iva, come esser felici con poco

1094

Mettiamo che il nostro signor X sia un detentore di partita iva onesto, e quindi paghi ogni tipo di imposta dovuta, proviamo a fare due calcoli, giusto per vedere cosa ne viene fuori.

Il nostro signor X incassa bene, ogni mese 2.420 euro! In un anno incasserà 29.040 euro, una bella sommetta davvero.
Di questo lauto incasso però 6.098,40 euro sono di iva, e poiché il signor X fornisce servizi non è partita di giro, siamo ottimisti diciamo che almeno 5.500 vadano versati.
Sui 24.000 netti annui il signor X paga i contributi INPS, pari al 21,39 %, ovvero 5.133,60 euro.
Lo scaglione Irpef per fortuna è basso, rispettivamente 23% e 27% ( se il reddito annuo è di 24.000 come nella nostra ipotesi, pagherà 3.450 + 2.430).
Il nostro signor X pagherà poi contributo Camera di commercio, Irap, addizionali regionali e comunali etc tec, anche qui siamo ottimisti, 400 euro.
Il signor X produce servizi quindi è molto parsimonioso, spende 50 euro al mese di servizi internet e telefonia, solo 600 all'anno.
Infine il signor X si muove poco, spesso con i mezzi pubblici o con lo scooter, pochissimo con l'auto, quindi per  trasporti e benzina non spende più di 100 euro al mese, 1.200 all'anno.
Certo, tra assicurazione e bolli ne spende altri 1.000 (ma solo perché non ha avuto incidenti da decenni e ha un auto di categoria media).
Il signor X infine deve aggiornare il suo hardware e il suo software, ma lo fa con grande parsimonia non spende mai più di 1.000 euro all'anno come media!

Beh è tutto, facciamo due somme (o meglio sottrazioni!) arrotondando per difetto?

+ 29.040
-  5.500
-  5.130
-  3.450
-  2.430
-    400
-    600
-  1.200
-  1.000
-  1.000

= 8.330

pari a 695 euro al mese, lavorando 12 mesi su 12, senza ferie e festività, e con una prospettiva di pensione -ad esser ottimisti- di poco inferiore.
Allora uguriamo solo al signor X una salute di ferro, perché ogni giorno di malattia significherebbe un minor incasso e maggiori spese  tutte esclusivamente e solo a suo carico.