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Le occasioni perse del PD

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Anche oggi è passato è un treno, il treno su cui veicolare la proposta di un'europa che non c'è, il treno su cui far viaggiare l'idea che una risposta diversa alla crisi c'è, il treno su cui cominciare a costruire l'alternativa di governo.
Oggi si poteva dire chiaramente che non esiste solo l'europa dei banchieri, che si può rispondere alla crisi diversamente dalla BCE, che l'Italia è un paese capace di decidere delle proprie sorti, con piento titolo a sedere pari tra pari, che è finito il tempo di un governo che non decide, che il commissariamento era il frutto di una politica inesistente.
Oggi si poteva impostare una nuova era in cui la politica riprendeva l'esercizio del governo, in cui le idee tornavano a farsi azione.
Oggi c'era bisogno di un partito di opposizione, di un partito vero che interpreta la realtà e porpone le proprie indicazioni alternative.
Ma oggi c'era D'Alema che rincorre una riedizione del compromesso storico (senza la DC, purtroppo sic!, qualcuno ricorda non moriremo democristiani?), c'era Bersani che rincorre un'unità sul nulla, c'era Veltroni che a forza di 'ma anche' è in totale confusione, c'era Renzi che nel dichiararsi nuovo è diventato troppo vecchio per afferrare il nuovo possibile, c'eran mille correnti e rivoli, tutti pronti a discutere sul chi e non sul cosa.
E a sinistra rimangono Di Pietro e Vendola.... possibile?
Prepariamoci ad altri anni di falso e indotto conflitto generazionale, come se le pensioni degli uni incidessero realmente sui posti di lavoro degli altri...