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Le donne, trofeo (politico) da esibire

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In un mondo sempre più 'perfetto', il neo segretario cattolico del maggior partito centrista dello schieramento politico italiano, lancia la sua battaglia in favore della parità genere 'Subito due donne capogruppo, non posso immaginare che nel nostro partito ci siano solo volti maschili al vertice'. Quindi donne come bandiera, donne da esporre, politicamente certo, non corpi ma sempre merce da mettere in vetrina, nessun criterio di merito, nessuna reale pari opportunità...
Persino i 'movimenti' contigui su questo tacciono, travolte -o colpevolmente partecipi- anch'esse dalla corsa ad omologarsi al populismo vacuo e vagante dei pentadem.
Assistiamo sempre più increduli a una miriade di gruppi e aggregazioni di sinistra che discutono solo di se stessi e quasi sempre esclusivamente del loro passato, implodendo autocondannandosi all'essere insignificanti.
È la società dell'immagine, la società degli influencer, cialtroneschi cargiver che saltano fila per dare l'esempio. Ma gli influencer tutto sommato sono sempre esistiti, la differenza è che oggi un saltimbanco travestito da giornalista -peraltro perfettamente mimetizzato in un ecosistema che di informativo ha poco o nulla- ottiene milioni di visualizzazioni.
L’ego digitale e il nuovo edonismo non moriranno mai, il dramma non è l'influencer ma gli influenzati...

In questo mondo  sempre più 'perfetto' trionfa il professionismo dell'antimafia, giornalismo che spacciandosi per avanguardia di inchiesta racconta come verità affermata le tesi di un pubblico ministero. Ma i pm non sono i depositari della verità, lo dice persino il gruppo di Magistratura democratica. Il Pubblico Ministero è una parte del processo, quella che accusa, neanche quella che giudica... e non andiamo a vedere le percentuali di condannati in giudizio rispetto al numero di portati a processo da certe procure in rutilanti maxi processi.
Contemporaneamente la dura e pura politica dell'antimafia si presenta in un centro vaccinale usando gli agenti della propria scorta per identificare ed intimidire medici e personale. Tralasciando, si fa per dire, l'uso a scopo personale e la motivazione (ah i suoceri...), non si può affermare diritto utilizzando metodi altrettanto mafiosi.
Come sono lontani i tempi in cui un uomo politico affermava la necessità di una soluzione culturale, una rivoluzione dal basso che travolga i retaggi del passato, l'omertà e la paura...

In questo mondo  sempre più 'perfetto' ahimè si è frantumata anche l'ultima esperienza di area radicale che non si limitava a riperpetuare se stessa.
L'esplosione resta incomprensibile  al mondo, ma le cause probabilmente sono semplici, facili da individuare.
Non esiste battaglia identitaria su diritti civili che abbia rappresentato continuativamente la vita di quella forza, è stato uno dei tanti partitini animato di volta in volta da battaglie anche giuste, ma mai fortemente identitarie, appunto uno dei tanti.

In questo mondo  sempre più 'perfetto' noi che crediamo nei diritti civili e che crediamo possibile un'aggregazione progressista sui temi #Datibenecomune, #Eutanasia e diritto al suicidio medicalmente assistito, #Regolarizzazione di tutti coloro che vivono sul territorio nazionale, #Procreazione assistita, #Iussoli, #Legalizzazione delle droghe, #Abolizione dell'ergastolo, Legge contro i reati di #omotransfobia, Abolizione della #vivisezione, Abolizione della #caccia, Parificazione giuridica tra famiglie tradizionali e tutte le altre #famiglie e tanti altri temi siamo senza alcuna rappresentanza.

E poi ci raccontano che il problema è Draghi...

foto di Junonic