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La solidarietà nazionale di oggi, quella di ieri

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Dice Napolitano, rendendo ancor più evidente la sua scelta di oggi... 'ci volle coraggio per quella scelta di inedita larga intesa e solidarietà, imposta da minacce e prove che per l'Italia si chiamavano inflazione e situazione finanziaria fuori controllo e aggressione terroristica allo Stato democratico come degenerazione ultima dell'estremismo demagogico'.
Sommessamente, modestamente, caro Presidente, aggiungerei che quella (scellerata) scelta diede il via a una serie di fenomeni che lei 'dimentica'.
In quegli anni la politica, incapace di rispondere alle istanze di profondo cambiamento sociale che animavano i movimenti operai  e studenteschi, abdicò volontariamente delegando il 'problema' alla magistratura e alla polizia.
In quegli anni nacquero le carceri speciali, in quegli anni la tortura fece ufficialmente ingresso nelle pratiche di trattamento, in quegli anni di solidarietà nazionale nacquero le leggi speciali, in quegli anni la magistratura acquisì il ruolo anomalo che a tuttoggi riveste in questo paese, in quegli anni nacquero i Violante e da loro man mano i Grasso, gli Ingroia etc....
Vogliamo dire che il 'problema magistratura' è sollevato dal Cavaliere in maniera strumentale? Vero, indiscutibile, sotto gli occhi di tutti.
Ma questo basta per dire che il problema non esiste? E se il problema esiste, andiamo ad analizzarne le radici caro Presidente?
La solidarietà nazionale ha portato alla concertazione, la solidarietà nazionale ha costruito un'identità di sindacato parte del potere, sempre più lontano dai luoghi di lavoro e dagli interessi delle parti sociali.
La solidarietà nazionale riproposta oggi, da Lei fortemente sponsorizzata e richiesta, rischia di render ancor più gravi i problemi strutturali del nostro paese, la solidarietà nazionale oggi consegnerebbe il paese nelle mani dell'antipolitica, del qualunquismo, della rabbia senza fine.
Io oggi mi pongo una domanda, apparantemente paradossale, ma provocatoria ma necessaria per iniziare a riflettere ed agire seriamente:
quanto manca alla richiesta di referendum popolare per la reintroduzione della pena di morte?