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La legge è uguale per tutti

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Gentile Presidente

ho appreso della sua lettera al Presidente della Corte di Assise dott. Montalto attraverso cui Lei dichiara «Non ho da riferire alcuna conoscenza utile al processo, come sarei ben lieto di potere fare se davvero ne avessi da riferire».

Quel che mi sorprende (ma non troppo) ed amareggia (assai) è la confusione di ruoli che Ella manifesta nella missiva, dimenticando, o, peggio, non sapendo, che  nessun testimone può decidere se sia utile o meno la propia testimonianza per l'accertamento della verità.
Quella valutazione compete alla magistratura, altrimenti quale processo si potrebbe svolgere se ognuno decidesse la propria utilità o meno?
Immaginiamo un processo a caso, uno al Cavaliere ad esempio, cosa accadrebbe se i testimoni convocati potessero, ognuno per se, decider se rendere testimonianaza sulla base della propria convinzione di utilità?
Sono certo che Ella insorgerebbe di fronte a un tale obrobrio giuridico.

Gentile Presidente, la Legge è uguale per tutti!

Traggo una citazione dal sito giustizia.it:

L’obbligo di testimoniare
La testimonianza costituisce un dovere, a cui la persona non può sottrarsi.
Una volta citato, il testimone ha l’obbligo di presentarsi, di attenersi alle prescrizioni date dal giudice in relazione alle esigenze processuali e di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte.

Cosa succederebbe se un testimone chiamato a render dichiarazione giurata in un'aula di un Tribunale dichiarasse il falslo o fosse reticente?

Ancora da giustizia.it:

Le sanzioni
Il testimone renitente o reticente si macchia di un reato punito con la reclusione. Il testimone non può essere arrestato in udienza. Se il testimone ritratta il falso o afferma il vero prima che la sentenza sia stata pronunciata viene dichiarato non punibile. Non è punibile chi commette falsa testimonianza per esservi stato costretto dalla necessità di salvare se stesso o un prossimo congiunto da una condanna penale (art. 384 c.p.)

Lei Signor Presidente, capisce quindi che se fosse il testimone a decidere sull'interesse della propria testimonianza sarebbe facile per chiunque evitare la sanzione prevista dalla Legge?

La legge è uguale per tutti.

Mi permetta, infine, un umile consiglio, chieda il parere al Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura cosa ne pensa in merito... chieda dunque a se stesso, potrebbe riceverne conforto!