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I costi della politica, la riduzione dei parlamentari, una voce contro

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Ciclicamente si riparla della riduzione dei costi della politica, e tra questi la riduzione del numero dei parlamentari.

Controcorrente, pur essendo ben favorevole alla riduzione dei costi della politica, perché non mantenere l'attuale rappresentanza intervenendo drasticamente sui costi si, ma del singolo aprlamentare?

Sarebbe così scandaloso pensare a una scure sugli stipendi -a vario titolo elargiti, rimborsi compresi-, che conduca a un rimborso fisso congruo di 4000 euro con immediato azzeramento dei privilegi e dei rimborsi? Basterebbe che le Camere offrissero servizi, cancelleria, fotocopie, telefoni, computer tutto in locali istituzionali e senza assegnazione al singolo degli strumenti, basterebbe che gli unici trasporti rimborsati fossero quelli di trasferimento da e verso il proprio colelgio elettorale, basterebbe che fare politica tornasse ad essere una passione e non un lavoro.

E le pensioni, come tutti i cittadini, gli anni di permanenza parlamentare andrebbero a far cumulo con quelli già esistenti all'inps o alle singole casse previdenziali.

Perché nessuno fa un conto sul risparmio che tutto ciò comporterebbe? E soprattutto del guadagno democratico di mantenere una rappresentanza politica estesa e di persone che hanno passione e non interessi?