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Guerra per bande, giustizieri dell'una e dell'altra parte

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Un  sabato sera qualunque a Napoli, un ragazzo di 23 anni, carabiniere, fuori servizio, in giro a divertirsi con la fidanzata, un tentativo di rapina da parte di due quindicenni.
Due, forse tre, colpi di pistola, dell'arma di servizio (ricordate Minniti? 'Gli agenti siano sempre armati, anche quando sono fuori servizio').
Versioni che si rincorrono, che si sovrappongono, che si smentiscono.
Un adolescente di 15 anni termina lì la sua breve vita.
Amici e parenti per vendetta devastano il pronto soccorso del vecchio Pellegrini e sparacchiano qualche colpo nei pressi della caserma Pastrengo
E' una storia semplice, è una storia della nostra epoca, tutto sommato fin troppo visibile in tempi di corona virus.
Quel che rimane è evidente, quelle che dovrebbero essere le riflessioni... non sembra.
Speriamo che non occorra la determinazione che ha avuto la famiglia Cucchi per avere una ricostruzione reale che non nasconda eventuali responsabilità.
Quelle morali, quelle di chi ha contribuito a costruire questo clima sono scritte nelle pagine della storia politica, ad ognuno la volontà e la capacità di lettura, basta che non si compia l'oramai scontata operazione di scarico addosso al leghista di turno: perché lo schifo da certe parti risiede e si alimenta, ma cresce e talvolta nasce altrove, in luoghi culturali e politici 'inimmaginabili'.
Sarà, speriamo, l'autopsia a spiegarci come sia possibile che un adolescente in fuga sia stato colpito alla nuca e al petto in quella che sembra tanto una scena ben diversa.
Non possiamo certo discutere delle versioni apparse sui giornali: come potremmo credere che una persona con una pistola puntata alla tempia possa pensare di estrarre la propria arma ed avere il tempo di colpire alla nuca l'aggressore? Come potremmo credere che un militare addestrato per fermare un adolescente in fuga spari alla nuca e al petto?
No, non si fanno i processi sui giornali, ci vogliono accertamenti e fatti.

Ma una cosa non posso fare a meno di dirla: nel comunicato dell'Arma si parla di vittima, riferendosi al giovane carabiniere. Beh, almeno un grammo di sensibilità sarebbe opportuna, vittima è 'chi perde la vita', innocente o colpevole, tutore dell'ordine o ladro che sia......

Poi ci sono quelli che 'era un rapinatore se la è solo meritata', ma son solo l'altra faccia della medaglia di quelli che per vendicarsi distruggono un pronto soccorso.
Guerra per bande, giustizieri dell'una e dell'altra parte.

Comunque è una piccola storia triste di quel che siamo, della nostra società di oggi.


Foto di Brett Hondow da Pixabay