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Green pass, novax, vaccini

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Era il 13 febbraio quando  avvenne lo scambio della campanella fra Giuseppe Conte e Mario Draghi.
Tralasciando le considerazioni -che sarebbero tante- su politica estera, politiche economiche e dintorni analizziamo cosa è accaduto in termini di politica sanitaria.
Il reale decollo della campagna vaccinale è sicuramente un merito che il governo Draghi può vantare, a partire dalla sostituzione del commissario Arcuri (e delle sue operazioni assai poco trasparenti su cui attendiamo l'esito degli accertamenti giudiziari)  e del bagaglio contiano di immagine priva di sostanza di cui ci son rimaste solo alcune timide residue e stinte primule.
L'organizzazione della campagna indubbiamente ha funzionato, nonostante alcuni governatori regionali abbiamo fatto del loro peggio appoggiandosi a piattaforme informatiche inefficienti (Lombardia) o gestendo le vaccinazioni in modo caotico, dispersivo ed inefficiente (Campania). Campagna vaccinale che si è dovuta scontrare con una delle maggiori pecche messe in mostra dal governo Draghi, ovvero l'assoluta approssimazione nella gestione mediatica delle diverse esperienze con le differenti tipologie di vaccini presenti sul mercato.
Purtroppo il Ministro della salute Speranza (il cui ruolo nella vicenda rapporti OMS rimane tuttora non chiarito) e il suo staff di viceministri ed esperti si è dimostrato assolutamente incapace di gestire le diverse fasi quali ad esempio le indicazioni sul vaccino Astra Zeneca. Continui capovolgimenti di indicazioni, insicurezza esplicita e assenze che a loro volta hanno indotto dubbi, paure e rallentamenti nell'utenza.
Mentre sulle strutture 'tecniche' Draghi ha potuto metter mano e inserire persone quali il generale Figliuolo (una nota  a parte merita la polemica sulla divisa, non certo per la paura del militare quanto sulla laicità dello Stato...) sulla parte amministrativa politica questo governo è un frutto velenoso della mediazione politica delle larghe intese, e come tale ha diversi uomini sbagliati al posto sbagliato (tributo ai partiti...) e assume provvedimenti assai deludenti, basti pensare alla riforma non riforma della giustizia, ennesima occasione persa che in termini di principio è riuscita persino a peggiorare la cosiddetta riforma Bonafede, sancendo per l'ennesima volta il doppio binario del diritto diversificato a seconda della tipologia di reato.
La stessa trasparenza dei dati della pandemia Covid è rimasta un obiettivo non raggiunto neanche con il cambio di Governo, ancora oggi abbiamo solo dati non  scomposti, non omogenei, di fatto -volenti o nolenti- manipolati.

Il Green pass è un altro figlio avvelenato di un governo privo di coesione ed incapace di esprimere un punto di vista forte sulle questioni dirimenti.
Il Green pass è un surrogato dell'obbligo vaccinale (che nella realtà quasi nessuno è disposto a sostenere) e come tale non gode del supporto pieno di tutte le forze.
Sarebbe necessario essere chiari nella comunicazione e nella gestione dell'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia Covid-19.
La verità è che l'unica via di uscita che si intraveda è la vaccinazione di massa, ma la verità è anche che questi vaccini sono il frutto di un'accelerazione -indiscutibilmente necessaria- della fase di sperimentazione.
Sarebbe esagerato dire che siamo in una fase di 'sperimentazione di massa', ma certo è che attraversiamo una fase di straordinarietà mai vissuta prima.
In questo mare confuso nuotano facilmente soggetti di tutti i tipi, da portatori di dubbi e idee legittime a squallidi mestatori.
Oppositori di mestiere, nostalgici delle lotte per un mondo migliore, complottisti, eversori di destra, tutti uniti 'contro la dittatura'.
E non si racconti che alle loro spalle si muovono interessi e movimenti di denaro immensi. Non perché non sia così, ma solo perché nel mondo di oggi dietro qualsiasi movimento si accodano speculazioni di ogni genere.
I soldi non guardano alle idee ma alla loro produttività, stop.
Una precisazione necessaria: lo Stato laico ha l'obbligo di garantire il diritto a manifestare le proprie idee sempre  e comunque, novax compresi.
Il diritto a manifestare in uno stato laico deve a sua volta rispettare i diritti alla differenza di opinioni e non si deve trasformare né in repressione né in attacco fisico ai portatori di idee diverse.

Io personalmente non considero l'attuale vaccino la soluzione definitiva, amerei discutere ed ascoltare opinioni sui dati reali, quali ad esempio questa tabella pubblicata dall'Istituto Superiore di Sanità (documento originale scaricabile qui)

Decessi per Covid


che sembra smentire il dato circolante secondo cui il 98% dei decessi attuali riguarda persone non vaccinate...., vorrei assistere e partecipare ad un confronto fra  idee ed opinioni, non fra schieramenti, partiti presi, posizioni ideologiche.

E' necessario imporre un obbligo vaccinale per preservare i soggeti fragili?
Se si discutesse di questa realtà sarebbe più facile convincere, ovvero vincere con.

Ma per far questo ci vorrebbe una gestione dell'emergenza sanitaria trasparente a partire dai vertici...



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