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Fedez vs Rai Tre

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La vera domanda che dovremmo porci sulla vicenda Fedez vs Rai Tre è la seguente:

se al concertone del 1 maggio, o qualsiasi altro grande evento trasmesso in diretta dalla televisione pubblica, avesse preso la parola un noto cantautore o rapper di destra elucubrando sulle sue convinzioni in tema di politica, quale sarebbe stata la vostra reazione?
In quanti avrebbero chiesto maggiori controlli sugli interventi dei 'cantanti'?
In quanti si sarebbero scandalizzati perché nel corso di un evento musicale erano state espresse opinioni politiche personali?
Solo rispondendo onestamente a questa domanda possiamo proseguire nella discussione, altrimenti non parliamo di diritti e pari opportunità (di genere, di posizioni, di schieramenti e via dicendo, senza fine) ma semplicemente di affermazione della propria identità, dunque nulla a vedere con la democrazia, il diritto, la gestione della cosa pubblica.

E se qualcuno pensa che la modernità imponga di discutere il tema del giorno gestito sui social dall'influencer di turno perché oggi la comunicazione passa dai social, bene, viva la sua vita di rinuncia e assuefazione, di sconfitta interiore. Essere moderni non può e non deve essere rassegnarsi alla modernità dominante.
L'essenza della vicenda Fedez Rai tre è perfettamente descritta dalla telefonata videoregistrata da un lato, verbalizzata dall'altro.
Un rapporto nato nella consapevolezza che non si sarebbe parlato del cosa ma in realtà del come, due interlocutori 'infidi' l'un contro l'altro, il rapper influencer e la governance della rete conquistata dai 5 stelle nel corso dell'ultima spartizione all'epoca del governo Conte (il primo, quello dei porti non chiusi ma non aperti per soverchi giorni...).
Il nodo della questione è che non si sarebbe mai dovuti arrivare  a quella telefonata, ma ciò potrebbe avverarsi solo in un mondo in cui fosse chiaramente definito il ruolo della televisione pubblica, senza falsi moralismi e senza ipocrite par condicio, quindi non in Italia, non oggi.
Siamo disponibili ad accettare che alla Televisione pubblica vengano espresse opinioni anche profondamente diverse dalle nostre?
Se la risposta è sì è necessaria una profonda riforma della Rai.
Se la risposta è no ogni volta si ripresenterà una 'caso Fedez' di tentativo di censura o ammorbidimento che sia, ogni volta sarà il funzionario -più o meno intelligente- a comportarsi come la morale del suo partito di riferimento saprà indicare.
Una piccola chiosa sul tema dell'intervento di Fedez: ma siamo così sicuri che l'aumento delle pene e dei profili penali del DDL Zan sia una possibile soluzione al problema dell'omofobia?
Detto questo, concordo pienamente con chi trova 'encomiabili i tentativi di Fedez di distrarre l'attenzione dalle sue canzoni'.
E nel frattempo? Da vecchio trombone qual sono vorrei sentire ragionare sui morti sul lavoro (secondo i dati Istat procediamo alla media di due al giorno da inizio anno) non solo quando la vittima è una giovane donna, vorrei sentire discutere di quanto sta avvenendo nella magistratura con l'ennesimo scandalo come la loggia Ungheria e tutto ciò che ci ruota attorno, Davigo, procure etc... temi che non muovono consumi, non interessano agli sponsor e quindi non vedremo interventi o  mobilitazioni di influencer.
Non si tratta di discutere chi o cosa è di sinistra, lascio volentieri alle bimbe e ai vedovi di Conte (quello che sembrerebbe aver  qualcosa a che fare con la vicenda Amara, non quello neroazzurro, a cui da juventino faccio i complimenti per lo scudetto meritatamente appena conquistato) l'appassionate dibattito.
Rimaniamo se possibile, anche se in pochi e noiosi, attaccati all'idea  che sia compito della politica affermare diritti, al lavoro e alla possibilità di svolgerlo umanamente e dignitosamente, alla salute, alla conoscenza, alla libera espressione della sessualità, al fine vita. E tanti altri...
Richiesta di diritti civili e politici, per chi è di destra e per chi è di sinistra.

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