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Dei diritti e delle pene

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Esiste una profonda differenza tra l'affermare un diritto e il punire chi non rispetta quel diritto altrui.

Affermare un diritto è azione positiva, è garantire libertà, spazi, pari opportunità.

Qui non si tratta di negare la necessità dello stabilire pene e sanzioni nei confronti di chi commetta reati, seppure sia ben chiaro che la pena inflitta al colpevole non è mai tutela o risarcimento dell'offeso (secondo la teoria retributiva la pena è equa punizione rispetto ad un male commesso, il male è 'ricompensato' con il male), e ben poco serve in termini di prevenzione (ovvero la pena intesa quale esempio per tutti e come avvertimento con l’intento di indurre ad astenersi dal commettere reati).

Non stupisce quanto avvenuto sulla scena politico parlamentare dove ogni partito, ogni leader, ogni esponente ha piantato bandierine disegnando se stesso quali esclusivo depositario della difesa dei diritti (vuoi delle minoranze sessuali vuoi delle 'maggioranze silenziose') di fatto fregandosene completamente delle realtà complesse e di per se poco normabili che ruotano intorno al tema dell'identità sessuale.

Chiunque avesse vinto la battaglia parlamentare al Senato, anche solo di un voto, avrebbe gioito, applaudito, urlato e ululato.
Lo ha fatto il centro destra, in modo sguaiato e per certi aspetti volgare, lo avrebbe fatto specularmente identico il centro sinistra qualora fosse stato il vincitore.

Uno scontro fra bande in cui entrambe le parti si ergono a custodi dell'etica, contrapponendosi al male, all'odio, alla disonestà, per incarnare tutte le virtù di questo nostro mondo.
In fondo per entrambi l'orizzonte, non tanto nascosto, è lo  stato etico.
Uno stato che sa cosa è bene e male per i cittadini, immaginati privi di spirito critico pronti a farsi guidare 'per il bene comune'.

Il merito del Ddl Zan non interessava  a nessuno, ed è per questo che proprio nessuno ne ha parlato, politici, giornalisti, opinionisti e stelline della tv.

Quale diritto venga negato dalla non approvazione del Ddl Zan è totalmente sconosciuto, in primis agli stessi sostenitori del Ddl!
L'importante è affermare un'identitarietà che non necessariamente si deve basare su proposte e diritti reali, è sufficiente che sia contrapposta all'identitarietà dell'avversario (specularmente vuota e priva di contenuti).

Ed ecco che ad ogni elezione si spostano milioni di voti da uno schieramento all'altro, passare da un vuoto all'altro è molto facile!

Cosa pensi e come lo motivi? No, non è importante, la domanda è 'da che parte stai'.
Il fare qualcosa di utile per la causa di cui si discute non è un obiettivo, se lo fosse occorrerebbe applicare confronto, capacità di mediazione, e, soprattutto, intelligenza.

Eppure affermare diritti in questa occasione sarebbe stato davvero facile.
Prendiamo ad esempio le  unioni civili, l'unico provvedimento che ad oggi affermi diritti  che superano la binarietà sessuale.
All'epoca del governo Renzi fu una legge approvata a costo di grandi mediazioni, ricordate ad esempio la stepchild adoption?

Per far approvare la legge fu necessaria un altissimo livello di  mediazione, volto ad evitare ogni assimilazione tra il riconoscimento della relazione tra il minore e il genitore omosessuale non biologico e gli istituti che disciplinano le relazioni parentali nelle famiglie eterogenitoriali.

Sono passati 5 anni da allora, nel frattempo l'istituto della unioni civili ha concretamente prodotto e diffuso cultura ed accettazione, ha realmente, nei fatti affermato un diritto rendendolo -pur non sempre con facilità- elemento diffuso nel tessuto sociale.

Se si potesse fare un calcolo sono certo che le unioni civili abbiano prevenuto ed evitato molte più situazioni di intolleranza ed aggressione di quanto lo può fare un'aggravante di pena (peraltro già esistente...).

Certo rimane ancora molto da fare, e che si sarebbe potuto e dovuto fare sul tema, dal reintrodurre la tematica della stepchild adoption a tante altre tutele e diritti, da quelli riguardante la reversibilità pensionistica (non spetta la pensione di reversibilità al partner superstite di una coppia omossessuale se la convivenza è precedente alla Legge del 2016), modificare per il suo valore simbolico l'articolo 2 della  Legge 20 maggio 2016, n. 76 'Due  persone  maggiorenni  dello  stesso  sesso   costituiscono un'unione civile' superando la binarietà della definizione lo stesso sesso, intervenire chiaramente sul diritto al congedo parentale della lavoratrice nella famiglia omogenitoriale e tutti gli aspetti dell’inquadramento giuridico dell’omogenitorialità troppo spesso ancora delegati all'intervento di qualche Tribunale.

Più interventi concreti e meno Giornate simboliche.
A poco serve una giornata dedicata nelle scuole quando poi i bambini e i ragazzi, terminato l'orario scolastico, rientrano in famiglie che hanno appena negato un diritto a un lavoratore proprio per differenziazione sessuale.
 
Come concludeva Luigi Manconi in un articolo a cui ho copiato il titolo

Insomma 'qualcosa di meglio del diritto penale'.